Category Archives: In the desert without a land

Sahrawis refugee camps

In 1976, as soon as Spain began the decolonization of Western Sahara, a conflict between Morocco, claiming the sovereignty of the region, and Sahrawis arose. The Sahrawis were forced into exile and since then they’ve been living in refugee camps in the southwest of Algeria. The fighting continued for more than 10 years. At the beginning of the 1990’s a peace plan was approved, planning a referendum of self-determination, but it has never taken place, mainly because of Morocco. Sahrawi exile still exists today, in the very hard conditions of the desert. The refugee camps are now real argil towns where Sahrawis can live  thanks to international solidarity. But the aid is inadequate and its purpose is only to contain tensions within these camps, this is due to a lack of any political solutions. The Western Sahara issue is one of the many forgotten crises that will continue until the conflict deepens and wakes up the international community and public opinion from indifference.

The reportage has been published on the magazine “Liberetà” and on the “Bulletin de l’Association des Géographes Français“. Pictures taken from the reportage have been published on other supports.

Il deserto prima di ogni oasi

Vivere nel deserto è duro: e il peggio è pensare che non ci sia un futuro diverso da quello del campo profughi. Con molta tenacia i Saharawi, il popolo del vento hanno dato vita ad un’organizzazione sociale straordinaria: hanno costruito scuole che permettono di istruire i ragazzi fino ai 18 anni, hanno ospedali per assistere i malati provvedendo anche alla fabbricazione di farmaci, hanno messo su un’amministrazione capillare che va dal presidente fino ai comitati di quartiere, realizzando un sistema democratico del tutto simile a quelli occidentali. E possono anche vantare di aver costruito un modello di tipo socialista: a tutti viene distribuito secondo le proprie necessità. Non si sono limitati a ricevere assistenza dall’estero, ma hanno cercato di far da sé: sono state costruite delle serre per coltivare nel deserto, anche se la produzione è ben lungi dal soddisfare le loro esigenze alimentari. Praticano la pastorizia e fuori dai campi hanno costruito dei recinti per tenere capre e cammelli, elementi della loro alimentazione. Il motore di tutta questa organizzazione sono le donne. Con gli uomini assenti perché al fronte a presidiare le proprie posizioni, le donne svolgono tutti i lavori e ricoprono gli incarichi importanti all’interno dei campi: sono loro che si occupano di comitati, della distribuzione degli aiuti umanitari, che si fanno carico dell’insegnamento e della cura dei malati negli ospedali dei campi. Continue reading Il deserto prima di ogni oasi